Patti educativi di comunità

I Patti educativi di comunità sono strumenti operativi introdotti recentemente dal Ministero dell’Istruzione per dare alle comunità la possibilità di un nuovo protagonismo per rafforzare non solo l’alleanza scuola famiglia, ma anche quella tra la scuola e la comunità educante.

Obiettivi:

  • prevenire, e combattere le nuove povertà educative, la dispersione scolastica, attraverso un approccio partecipativo, cooperativo e solidale con altri attori in campo.
  • Sviluppare il principio di appartenenza e di cittadinanza attiva in collaborazione con altri enti in attuazione del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione.

La nostra operatività vuole essere funzionale all’attivazione di processi di apprendimento che fanno capo al Service Learning già sperimentata in altre realtà.

Il Service (la cittadinanza, le azioni solidali e il volontariato per la comunità) e il Learning (l’acquisizione di competenze professionali, metodologiche, sociali e soprattutto didattiche), portano gli allievi a sviluppare le proprie conoscenze e competenze.

In questa prima fase si sono scelte collaborazioni con due enti La Lumaca, che collabora con Hera, e Lumen, associazione della rete dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico comprensorio, che hanno accettato in forma gratuita la nostra proposta in considerazione della novità del percorso.

Si è cercato di coniugare la necessità del protagonismo degli studenti con la rilevanza dei temi affrontati:

  • Cambiamenti climatici: dalla conoscenza scientifica alle azioni
  • L'automazione del futuro al femminile
  • Intelligenza artificiale e salute: rischi e promesse
  • Stereotipi di genere e oggettificazione della donna
  • Dagli stereotipi di genere alla violenza di genere online e alla colpevolizzazione delle vittime
  • Rispettare e condannare
  • Violenza di genere online (GBV - Gender-Based violence) nelle sue diverse forme e uso improprio delle nuove tecnologie
  • Relazioni online e offline
  • La zona grigia
  • Buone pratiche in comunicazione

Risultati attesi:

  • best practices per l’Istituzione scolastica e la società civile, miglioramento del profilo formativo ed educativo attraverso momenti di co-progettazione.

La gestione delle attività è stata svolta interamente dal personale della scuola dopo i momenti di formazione.